Hawaii: the Wildlife Championship

Prova ad immaginare:

Sei seduto lì sulla barca con la macchina fotografica in mano. Intorno a te ci sono solo turisti che vogliono la stessa cosa che vuoi tu. Concentrazione ed una fotografia, ne basta una. Il giro in barca dura, si e no, un paio di ore. Vorresti essere da solo ma non te lo puoi permettere. La barca procede dritta verso il mare aperto, verso la casa dei giganti e tu ti pregusti il successo di fare la foto epica, quella che ti farà ricordare a vita questa escursione. Impugni avidamente la macchina fotografica come se fosse l’ultimo morso di quel panino del Burghy che stavi mangiando nel ’94 con il tuo papà. Le tue orecchie sono allerta e capti gli ululati degli altri passeggeri che vedono prima di te. Guardi dritto a prua ed ecco che con la coda dell’occhio vedi una macchia nera.

Minchia, un cormorano.

Ora che stai guardando da quella parte senti l’eco di quelli dietro di te, ti giri e vedi solamente spruzzi d’acqua. I tuoi occhi lacrimano mischiati alla salsedine ed al riverbero del sole sull’acqua. Ancora quel mormorio alle tue spalle, gli oooh ma sei ancora in ritardo. Stavolta però la coda la vedi.

C’ero quasi, cetaceo canaglia. 

La tensione la respiri, è tutta intorno a te ma pian piano senti odore di fallimento. Sono ormai quasi due ore che ci provi. Guardi a ore 13 ma avresti dovuto fermarti a ore 6. Ancora, giri la testa verso sinistra ma era l’attimo di destra che dovevi focalizzare. T’incupisci mentre la barca torna verso il porto. Oramai la macchina fotografica punta, a caso, in un unica direzione, il dito immobile sul pulsante e quasi non ci presti nemmeno più attenzione. Cominci con il delirio. Cerchi di elencare tutti quei film dove l’uomo percepisce l’animale, da Crocodile Dundee ad Highlander. Provi a sentirla, a percepirla. Cerchi il battito del suo cuore e il tuo campo visivo diventa quasi totale. Vedi tutto ma non stai guardando niente. Ti concentri sul più impercettibile movimento diverso dall’onda, dall’increspatura che frega. E’ l’attimo, e come quel soldato che non sa tenere in mano il fucile, premi il grilletto senza sapere cosa stai facendo.

‘Ndo cojo cojo.

Con una mano cerchi di fare ombra sul piccolo schermo e la vedi. Senti un prurito che comincia a crescere, un euforia incontenibile. E’ come aver vinto la Champions League. Vorresti alzarti ed urlare, scaraventare in mare il capitano e prendere il controllo della nave perché ora tu hai il potere ed è lì, sui 3 pollici del tuo schermo, nella memoria della tua reflex. E’ il tuo premio Pulitzer, la tua foto in prima pagina sul National Geographic. Riprendi il controllo di te stesso quando, come un flash, riporti alla memoria i film sulle carceri americane e le loro docce. Decidi di lasciare stare il capitano, la sua barca e ti accontenti di mostrare orgoglioso il tuo trofeo al gruppetto di turisti cinesi che, come squali, ti girano intorno da quando sei salito a bordo.

Guarda! Kan! Che spettacolo vero.

E si, ora possiamo fare la foto insieme.

E mentre si mettono in posa intorno a te, sorridi soddisfatto alla macchina fotografica e ti accorgi che, per qualcun altro, la Champions è solo una questione di punti di vista.

 

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Ah, e poi c’erano anche questi altri animali sull’isola.

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